La moto non parte: da dove viene il problema
Quando la moto non parte, la prima cosa da stabilire non è la causa ma il tipo di guasto: il motore gira o non gira? Se non gira, e senti solo un clic o niente, sei nell’elettrico, fra batteria, sicurezze e teleruttore. Se gira regolarmente ma non si accende, la batteria è a posto e il problema è di accensione o di alimentazione. Sono due strade che non si incontrano, e imboccare quella sbagliata è il modo più comune di perdere un pomeriggio.
Di tutte le situazioni in cui una moto si pianta, questa è quella in cui si sbaglia più spesso direzione, e quasi sempre per lo stesso motivo: si comincia a cercare la causa prima di aver stabilito di che tipo di guasto si tratta.
C’è una domanda che va risolta prima di tutte le altre, ed è anche la prima cosa che ti chiederà chiunque tu chiami.
Il motore gira o non gira? #
Premi il pulsante di avviamento e ascolta. Il motore che gira è quel rumore ritmico di trascinamento, il classico rumore di una moto che «ci prova». Il motore che non gira è tutto il resto: silenzio, un clic, un ronzio, luci che crollano.
Sono due mondi che non si toccano quasi in nessun punto. Se il motore non gira, la benzina, le candele e i filtri non c’entrano niente e puoi smettere subito di pensarci. Se il motore gira, la batteria è quasi certamente sufficiente e stai cercando altrove.
Ramo A: il motore non gira #
Batteria e collegamenti #
Novanta volte su cento si finisce qui, e non sempre perché la batteria è morta.
Misura la tensione a riposo con un tester, a quadro spento e ad almeno mezz’ora dall’ultimo utilizzo. Il riferimento è semplice: 12,7 V è carica piena, 12,4 V è circa metà, sotto 12,0 V non si va da nessuna parte.
| Tensione a riposo | Stato | Cosa aspettarsi |
|---|---|---|
| 12,7 V o più | Carica piena | Se non parte, il problema è altrove |
| 12,4 V | Circa 50% | Avvia a fatica, spesso solo a caldo |
| 12,0 V | Quasi scarica | Cruscotto acceso, motorino no |
| Sotto 11,5 V | Scarica profonda | Va ricaricata a parte, non con la moto |
Attenzione a una trappola classica: un morsetto ossidato regge benissimo l’accensione del cruscotto e crolla sotto la corrente che chiede il motorino di avviamento. La misura statica sembra a posto, la moto non parte lo stesso. Se i morsetti sono verdognoli o semplicemente opachi, staccali, pulisci sia il polo sia il capocorda fino a vedere il metallo, rimonta e riprova prima di ordinare qualsiasi cosa.
Lo stesso vale per la massa del motore, che è un cavo grosso che va dal negativo al blocco o al telaio. È un componente che nessuno guarda mai e che quando si ossida produce esattamente questo sintomo.
Le sicurezze #
Se la batteria è a posto e le luci restano piene quando premi, il problema potrebbe non essere nemmeno un guasto.
Su quasi tutte le moto moderne l’avviamento passa attraverso una catena di interruttori: cavalletto laterale, sensore di folle, interruttore della frizione, pulsante di stop del motore. Basta che uno di questi legga male e non succede niente, senza nessun segnale che ti dica quale.
La prova rapida è metterla in folle con il cavalletto alzato e riprovare. Se in folle parte e in marcia con la frizione tirata no, hai già individuato il ramo: interruttore frizione o cavalletto. Se non parte in nessuna delle due condizioni, il sospetto si sposta sul sensore di folle o sul teleruttore.
Teleruttore e motorino #
Il teleruttore, o relè di avviamento, è quel cilindretto che fa il clic sonoro. È lui che collega la batteria al motorino con un cavo grosso quando gli arriva un piccolo comando dal pulsante.
Se senti il clic ma il motore non si muove e la batteria è carica, il teleruttore sta ricevendo il comando ma non sta passando la potenza, oppure la potenza arriva e il motorino non la usa. Se non senti nessun clic, il comando non gli arriva e sei tornato alla catena delle sicurezze.
Un motorino che sta morendo si riconosce da un altro sintomo: gira, ma lento e faticoso, e assorbe una quantità di corrente tale da far crollare le luci anche con una batteria appena caricata.
Ramo B: il motore gira ma non si accende #
Qui il triangolo è lo stesso da cent’anni. Aria, benzina, scintilla. Ne manca una.
Scintilla #
È la più veloce da verificare e conviene partire da lì. Smonta una candela, lasciala attaccata alla pipetta, appoggia il corpo metallico contro un punto pulito del motore e aziona l’avviamento tenendo la candela lontana dal foro. La scintilla deve essere netta e azzurra.
Se la scintilla c’è ma è arancione e stentata, guarda il cappuccio, la bobina e lo stato della candela stessa. Se non c’è per niente, si passa alla parte di accensione: sensore di posizione albero, bobina, centralina.
Benzina #
Gira la chiave senza avviare e ascolta: sulle moto a iniezione la pompa fa un ronzio di due o tre secondi che pressurizza l’impianto. Se quel ronzio non c’è, il problema è a monte del motore.
Altre due cose che vale la pena controllare prima di andare oltre. Lo sfiato del serbatoio, che se è strozzato crea una depressione e strozza l’alimentazione dopo qualche minuto di funzionamento. E lo stato della benzina, perché dopo qualche mese di fermo perde le frazioni volatili e si accende male, cosa che spiega una quantità sorprendente di moto che a primavera non ne vogliono sapere.
Sulle moto a carburatore si aggiunge il capitolo dei getti, che con la benzina vecchia si otturano con depositi gommosi. Un carburatore rimasto pieno tutto l’inverno è un sospettato serio.
Aria #
È raramente il problema, ma succede. Un filtro completamente saturo strozza il motore, e ogni tanto qualcuno trova un nido di topo nell’airbox dopo un rimessaggio in campagna. Vale la sbirciata di trenta secondi che costa.
Il caso opposto: motore ingolfato #
Se hai insistito a lungo con l’avviamento, la candela può essere bagnata di benzina e a quel punto non accende più niente, indipendentemente dalla causa iniziale. Si riconosce dall’odore forte di carburante e dalla candela umida.
La moto non parte e scoppia #
Uno scoppio in aspirazione o allo scarico mentre il motorino gira vuol dire che la miscela si accende, ma nel momento sbagliato. Le cause tipiche sono due: fasatura persa, per esempio una catena di distribuzione saltata di un dente, e scintilla che arriva sul cilindro sbagliato dopo un intervento in cui si sono scambiati i cappucci delle candele.
Se lo scoppio è comparso subito dopo un lavoro sul motore, la seconda ipotesi viene per prima e si verifica in cinque minuti. Se invece è arrivato da solo, si smette di insistere con l’avviamento: continuare a far scoppiare in aspirazione non danneggia solo la marmitta.
Il motore gira lento e a fatica #
C’è un terzo caso, a metà strada, che merita una riga a sé. Il motore gira ma con una lentezza evidente, come se facesse una fatica innaturale.
Le cause abituali sono tre e si escludono in fretta. Una batteria in sofferenza, che è di gran lunga la più comune. Un olio troppo denso per la stagione, che si nota soprattutto in inverno su moto rimessate con gradazioni estive. Un motorino che sta cedendo e assorbe più corrente di quanta ne dovrebbe. Molto più raramente, un problema di compressione, ma in quel caso il sintomo di solito non arriva da solo.
Cosa fare adesso #
Se hai isolato il ramo, il resto della strada è più corta di quanto sembri. Se sei finito nel ramo elettrico e i sintomi sono strani o intermittenti, la pagina sulle anomalie elettriche entra nel merito di masse e connettori, che è dove si nasconde la maggior parte di questi casi.
Se invece stai ancora girando in tondo, vale la pena tornare al metodo e ricostruire le condizioni: quasi sempre il pezzo mancante è una condizione che non hai ancora notato.
Domande frequenti
La moto fa un clic e non parte: è la batteria o il motorino di avviamento?
Guarda le luci mentre premi il pulsante. Un clic secco accompagnato da luci che crollano o si spengono indica quasi sempre batteria scarica o morsetti ossidati, perché la corrente c’è per il cruscotto ma non per i duecento ampere che chiede il motorino. Se invece le luci restano piene e il clic è netto, il sospetto passa al teleruttore, ai cavi di potenza o al motorino stesso.Quanti volt deve avere la batteria della moto?
A riposo, con il quadro spento e almeno mezz’ora dopo l’ultimo utilizzo, una batteria in salute sta intorno a 12,7 V. A 12,4 V è circa a metà carica, sotto 12,0 V è scarica e non farà girare il motorino in modo affidabile. Un valore basso non significa automaticamente batteria da buttare: prima va ricaricata a parte e rimisurata il giorno dopo, perché una batteria che non tiene la carica e una che era solo scarica si distinguono così.Come verifico se arriva la scintilla?
Smonta una candela lasciandola attaccata alla sua pipetta, appoggia la parte metallica contro un punto pulito del motore in modo che faccia massa, tieni la candela lontana dal foro e aziona l’avviamento. La scintilla deve essere netta e azzurra, non arancione e stentata. Il foro va coperto e conviene lavorare in un ambiente areato, perché dal cilindro escono vapori di benzina.Il motore gira ma non parte dopo mesi di fermo: cosa controllo per primo?
La benzina, che dopo qualche mese in un serbatoio parzialmente vuoto perde le frazioni leggere e fa fatica ad accendersi, e la batteria, che nel frattempo si è scaricata. Su moto a carburatore si aggiunge il problema dei getti otturati dai depositi. Prima di insistere con l’avviamento conviene ricaricare la batteria a parte e, se possibile, rabboccare con carburante fresco.Perché non parte anche se la frizione è tirata?
Perché su molte moto la sequenza di sicurezza è inflessibile: con il cavalletto laterale abbassato e una marcia inserita l’avviamento resta inibito, frizione o non frizione. Metti la moto in folle con il cavalletto alzato e riprova. Se in folle parte e in marcia con frizione tirata no, il sospetto è sull’interruttore della frizione o su quello del cavalletto, non sul motore.Fonti e approfondimenti
Nota. Le procedure descritte sono indicative. Coppie di serraggio, ricambi e tolleranze cambiano da modello a modello: verificale sempre sul manuale d'officina della tua moto.