Protezioni moto livello 1 o 2: cosa dicono le omologazioni
Fra protezioni di livello 1 e di livello 2 cambia quanta forza arriva al corpo nel test d’urto: il livello 1 ne lascia passare fino a 18 kN di media, il livello 2 al massimo 9, cioè la metà. Il livello 2 è più spesso e più rigido, il livello 1 è più comodo e più fresco. Su spalle e gomiti la differenza si sopporta bene, sulla schiena il livello 2 vale sempre la spesa.
L’abbigliamento è l’unica categoria di acquisto per la moto in cui esiste un sistema di misura oggettivo e pubblico, e quasi nessuno lo usa. Si compra sulla base del marchio, dell’aspetto e delle recensioni, mentre sull’etichetta c’è scritto quanto quel capo resiste, testato con procedure definite.
Imparare a leggere quattro sigle permette di capire in trenta secondi se una giacca da duecento euro protegge più di una da ottanta. Piuttosto spesso la risposta è no.
Il casco #
In Europa il riferimento è il regolamento ECE 22, e la versione attuale è la 22.06.
Rispetto alla 22.05 ha introdotto prove più severe, e due meritano di essere capite. La prima sono gli impatti obliqui, che riproducono il caso reale in cui la testa colpisce l’asfalto di striscio e subisce una rotazione: è il meccanismo associato ai danni cerebrali più gravi, e non era misurato prima. La seconda è il test della visiera, che verifica la resistenza alla penetrazione.
Un casco 22.05 acquistato prima resta legale e utilizzabile. Quello che è cambiato riguarda la vendita: i caschi nuovi immessi sul mercato europeo devono essere 22.06.
L’etichetta cucita sul cinturino riporta l’omologazione e alcune sigle utili.
| Sigla sull’etichetta | Significato |
|---|---|
| 22-06 o 22-05 | versione del regolamento |
| P | mentoniera protettiva testata |
| NP | mentoniera non protettiva |
| P/J | modulare utilizzabile chiuso e aperto |
| J | casco jet, senza mentoniera |
| E3 | paese che ha rilasciato l’omologazione |
La distinzione P e NP riguarda soprattutto i modulari: un casco marcato NP ha una mentoniera che non è stata testata come protettiva, e in caso di impatto frontale non offre la protezione di un integrale.
La taglia #
Si misura la circonferenza della testa un dito sopra le sopracciglia, e quella misura è il punto di partenza, non l’arrivo.
Un casco corretto è scomodo nei primi minuti, non si muove se scuoti la testa con il cinturino allacciato, e non lascia punti di pressione localizzati. La prova utile è tenerlo mezz’ora in negozio: se dopo mezz’ora fa male in un punto solo, la forma interna della calotta non corrisponde alla forma della tua testa. Non è un problema di taglia e nessun rodaggio la cambierà, perché le forme interne variano molto fra produttori: alcuni sono più tondi, altri più ovali.
L’imbottitura si assesta di circa una taglia con l’uso, quindi un casco che entra facile in negozio sarà largo dopo tremila chilometri.
Giacche e pantaloni #
La norma è la EN 17092, che valuta abrasione, resistenza allo strappo e tenuta delle cuciture, e assegna una classe.
| Classe | Cosa indica | Tipico |
|---|---|---|
| AAA | massima resistenza | tute in pelle, capi da viaggio pesanti |
| AA | buon compromesso stradale | giacche da turismo e sportive in tessuto |
| A | protezione di base | capi urbani e leggeri |
| B | resistenza all’abrasione, senza protettori | camicie e capi leggeri |
| C | solo supporto per i protettori | sottogiacche e gilet |
Per l’uso stradale generale la AA è il compromesso sensato. La AAA riguarda capi pensati per velocità e conseguenze maggiori, ed è tipicamente più pesante e meno traspirante.
Le classi B e C sono quelle su cui si equivoca. Un capo B protegge dall’abrasione ma non ha protettori. Un capo C non protegge dall’abrasione e serve solo a tenere i protettori in posizione, tipicamente sotto altro.
I protettori #
Sono certificati separatamente dal capo che li contiene, secondo la norma EN 1621.
| Norma | Zona | Livelli |
|---|---|---|
| EN 1621-1 | spalle, gomiti, anche, ginocchia | 1 e 2 |
| EN 1621-2 | schiena | 1 e 2 |
| EN 1621-3 | torace | 1 e 2 |
| EN 1621-4 | airbag | conformità |
La differenza fra i due livelli è la forza residua trasmessa nel test d’urto: il livello 2 ne trasmette circa la metà del livello 1. Storicamente il livello 2 costava spessore e rigidità, ma i materiali viscoelastici moderni, quelli morbidi che induriscono all’impatto, hanno ridotto molto questo compromesso.
Guanti #
La norma è la EN 13594, con due livelli. Le cose da guardare sono tre.
La marcatura KP indica che il protettore nocche è stato testato. La sua assenza non significa che il guanto sia scadente, ma che quella parte non è certificata.
Il sistema di chiusura conta più della robustezza del materiale: un guanto che sfila via all’impatto ha protezione zero, per quanto sia fatto bene. Il polsino deve chiudere sopra il polso, non solo sul dorso della mano.
Le cuciture sui palmi, che sono la superficie che striscia per prima. Le soluzioni migliori hanno rinforzi o inserti scorrevoli proprio in quella zona, per evitare che la mano si impunti e il polso ruoti.
Stivali #
La EN 13634 valuta altezza del gambale, abrasione, resistenza al taglio e rigidità trasversale, ciascuna con livelli 1 e 2.
La voce che conta di più nelle cadute a bassa velocità è la rigidità trasversale, cioè la resistenza alla torsione laterale: è quella che impedisce alla caviglia di girare sotto il peso della moto quando la moto ti finisce sopra. È anche la caratteristica che distingue di più uno stivale da moto da una scarpa robusta.
Airbag #
Certificati secondo la EN 1621-4. Esistono con attivazione meccanica a cavo, che si aggancia alla moto, ed elettronica autonoma, con sensori inerziali nel capo stesso.
Oltre alla certificazione, il parametro da guardare è la superficie coperta: alcuni proteggono solo il torace, altri arrivano a coprire schiena, collo e coccige. Il secondo dato è il tempo di gonfiaggio dichiarato, e il terzo, molto pratico, è cosa succede dopo l’attivazione: alcuni modelli si ricaricano sostituendo una bomboletta, altri richiedono un passaggio dal centro assistenza.
Cosa guardare in negozio, in ordine #
Prima l’etichetta, che dice la classe e le certificazioni dei protettori inclusi. Poi la tasca del paraschiena, per sapere se è occupata da un protettore vero o da un pezzo di schiuma. Poi la vestibilità in posizione di guida, non in piedi davanti allo specchio: una giacca che va bene in piedi può tirare sulle spalle e scoprire la schiena una volta piegati sul manubrio.
Infine i protettori: devono restare dove devono stare. Un protettore gomito che scivola sull’avambraccio quando muovi il braccio non serve a niente, e questo si verifica solo indossando il capo e muovendosi.
Dove continuare #
L’equipaggiamento di protezione rientra nella categoria di acquisti su cui la qualità si paga per una ragione precisa, e non è la durata: il criterio che li accomuna a freni, gomme e cuscinetti sta in dove non risparmiare .
Il resto delle decisioni di acquisto per la moto, dai ricambi agli attrezzi, sta in come scegliere ricambi e attrezzatura .
Domande frequenti
Un casco ECE 22.05 è ancora legale in Italia?
Sì. Un casco già omologato 22.05 e regolarmente acquistato resta utilizzabile: l’omologazione non scade addosso a chi lo indossa. Quello che è cambiato riguarda la vendita, perché i caschi nuovi immessi sul mercato nell’Unione Europea devono essere omologati secondo il regolamento 22.06. Se stai comprando adesso conviene un 22.06, perché i test di riferimento sono più severi, in particolare sugli impatti obliqui che riproducono la rotazione della testa e sulla visiera.Cosa vuol dire classe AA su una giacca da moto?
È una classe della norma EN 17092, che valuta i capi di protezione su resistenza all’abrasione, allo strappo e alla tenuta delle cuciture. AAA è la classe più alta e riguarda tipicamente tute in pelle e capi da viaggio pesanti, AA è il compromesso adatto all’uso stradale generale, A è pensata per l’uso urbano. La classe B indica un capo con protezione all’abrasione ma senza protettori, la C un capo la cui unica funzione è reggere i protettori sotto altro.Che differenza c'è fra protettori di livello 1 e livello 2?
La forza residua trasmessa nel test d’urto. Secondo la norma EN 1621, un protettore di livello 1 deve trasmettere non più di una certa forza media, e il livello 2 deve trasmetterne circa la metà. In pratica un livello 2 assorbe meglio l’energia, di solito a costo di maggiore spessore o rigidità, anche se i materiali viscoelastici moderni hanno ridotto molto questo compromesso. Molte giacche vengono vendute con protettori di livello 1 su spalle e gomiti e senza paraschiena.Il paraschiena serve davvero?
È il protettore che copre la zona con le conseguenze più gravi e permanenti, ed è anche quello che manca più spesso. Moltissime giacche hanno una tasca predisposta occupata da un pezzo di schiuma senza certificazione, che serve solo a dare forma al capo. Il protettore vero è certificato EN 1621-2 e si compra a parte, in genere fra 30 e 90 euro. Verificare cosa c’è nella tasca della propria giacca è un controllo che dura dieci secondi.Come si sceglie la taglia del casco?
Si misura la circonferenza della testa un dito sopra le sopracciglia, ma la misura è solo il punto di partenza. Un casco corretto è scomodo nei primi minuti, non si muove se scuoti la testa con il cinturino allacciato, e non lascia punti di pressione localizzati. Se dopo mezz’ora fa male in un punto solo, la forma interna della calotta non corrisponde alla forma della tua testa e nessun rodaggio la cambierà: va provato un altro modello, perché le forme interne variano molto fra produttori.Fonti e approfondimenti
Nota. Le procedure descritte sono indicative. Coppie di serraggio, ricambi e tolleranze cambiano da modello a modello: verificale sempre sul manuale d'officina della tua moto.